Corso di primo livello: vini passiti e particolari

In foto il sommelier Vincenzo Nappa ed il delegato e relatore Enrico Fermi

Questa lezione, dedicata ai vini passiti e ai vini particolari, ha accompagnato i corsisti dentro una delle aree più affascinanti dell’enologia: quella in cui tecnica, territorio e tradizione si incontrano per dare vita a vini unici per intensità aromatica, complessità e identità.

La serata si è aperta con un inquadramento sulla normativa, utile a comprendere definizioni, requisiti e indicazioni fondamentali per orientarsi tra denominazioni e stili. Da qui si è entrati nel cuore del tema con le diverse tipologie di appassimento delle uve, analizzando come il calo di acqua negli acini concentri zuccheri, acidità e sostanze aromatiche, influenzando in modo decisivo profumo, struttura e persistenza.

Dopo la parte introduttiva, il percorso ha toccato alcuni grandi vini passiti. In Friuli si è parlato di Ramandolo e Picolit, esempi di vini dolci di grande finezza e personalità. Spostandosi in Francia, l’attenzione si è concentrata su Sauternes e sul ruolo della Botrytis cinerea, la “muffa nobile” capace di trasformare l’uva in materia prima straordinaria, e su Montbazillac, altra denominazione legata a vini dolci di forte impronta territoriale. Dal panorama internazionale si è arrivati anche al Tokaji ungherese, riferimento storico tra i grandi vini dolci del mondo.

La lezione ha poi approfondito alcune espressioni italiane di grande interesse, come i muffati orvietani, il Recioto della Valpolicella, il Vino Santo del Trentino distinguendolo dal quasi omonimo Vin Santo, tenendo poi un focus particolare sul Vin Santo di Vigoleno, preziosa eccellenza del nostro territorio. Tra gli esempi trattati anche l’Elba Aleatico Passito, vino dalla marcata riconoscibilità aromatica. A completare il quadro della Valpolicella, si è affrontato anche l’Amarone, come risultato di un appassimento orientato a un vino secco e strutturato, capace di unire potenza e complessità.

Nella seconda parte l’attenzione si è spostata su alcune tipologie particolari di vino, che oggi rappresentano un tema molto attuale. Si è parlato di vini biologici, vini biodinamici e vini naturali, distinguendo approcci, principi generali e differenze di impostazione. È stato inoltre introdotto il mondo dei vini macerati, spesso definiti orange wines, con riferimento alle tecniche di macerazione sulle bucce e agli effetti sul profilo sensoriale. In chiusura, uno sguardo ai vitigni PIWI, importanti per il tema della resistenza alle malattie e per le prospettive future della viticoltura.

Relatore: sommelier Enrico Fermi

Servizio: Sommelier Vincenzo Nappa

Direttore di corso: sommelier Tullio Palmieri

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